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lunedì 27 gennaio 2014

il coro dei superstiti


Nelly Sachs, 1891-1970

Coro dei superstiti



Noi superstiti

dalle nostre ossa la morte ha già intagliato i suoi flauti,

sui nostri tendini ha già passato il suo archetto -

I nostri corpi ancora si lamentano

col loro canto mozzato.

Noi superstiti

davanti a noi, nell’aria azzurra,

pendono ancora i lacci attorti per i nostri colli -

le clessidre si riempiono ancora con il nostro sangue.

Noi superstiti,

ancora divorati dai vermi dell’angoscia -

la nostra stella è sepolta nella polvere.

Noi superstiti

vi preghiamo:

mostrateci lentamente il vostro sole.

Guidateci piano di stella in stella.

Fateci di nuovo imparare la vita.

Altrimenti il canto di un uccello,

il secchio che si colma alla fontana

potrebbero far prorompere il dolore

a stento sigillato

e farci schiumare via -

Vi preghiamo:

non mostrateci ancora un cane che morde

potrebbe darsi, potrebbe darsi

che ci disfiamo in polvere

davanti ai vostri occhi.

Ma cosa tiene unita la nostra trama?

Noi, ormai senza respiro,

la nostra anima è volata a lui dalla mezzanotte

molto prima che il nostro corpo si salvasse

nell’arca dell’istante -

Noi superstiti,

stringiamo la vostra mano,

riconosciamo i vostri occhi -

ma solo l’addio ci tiene ancora uniti,

l’addio nella polvere

ci tiene uniti a voi -

                                                                                                        Nelly Sachs


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