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martedì 29 settembre 2020

la filosofia






 La filosofia non respinge nè preferisce nessuno

Splende a tutti


Lucio Amneo Seneca


le prime riflessioni: 




LA SCUOLA PITAGORICA

lunedì 21 settembre 2020

sulla felicità in tempo di pandemia

Gli studenti della 4 E in questi giorni di preparazione al rientro a scuola, atteso come mai prima, hanno preparato un video, Sulla felicità, partendo dalla Lettera a Meneceo di Epicuro e attualizzandolo con  semplici ma non banali riflessioni maturate durante il lockdown per la pandemia. 

Ne è venuto fuori un piccolo lavoro che, nel cucire passato e presente, vuole essere anche un invito a ben prepararsi per affrontare questo tempo difficile e critico. 


Lo proponiamo come augurio per la nostra ri-partenza


SULLA FELICITA' 


montaggio e costruzione video a cura di Flavio Zinno, classe 4 E

colonna sonora Oceano, di Matteo La Rosa, classe 5 A



domenica 20 settembre 2020

post di  Denise Saccà 



 Il processo" di Kafka è uno di quei libri che si distinguono dai classici romanzi, e che sicuramente lasciano molto spazio alla riflessione. Mio padre ha sempre utilizzato il termine "kafkiano" per indicare un qualcosa o una situazione che è paradossale o assurda. Questo è uno dei motivi che mi ha spinto ad andare a fondo e capire perché questo neologismo è nato proprio grazie ad uno scrittore. È stato proprio mio padre a suggerirmi, tempo fa, di leggere uno dei libri di Kafka, dicendomi che così avrei capito, ma avvertendomi allo stesso tempo che non sarebbe stata una lettura troppo semplice, o una storia con un lieto fine, ma piuttosto qualcosa di più enigmatico.

Prendendo tutto in considerazione, mi è piaciuto molto il modo in cui il protagonista, il signor K., si sia evoluto: inizialmente interessato a conoscere le accuse che muovevano contro di lui e il motivo per il quale doveva essere sottoposto a processo, nonostante era certo di essere innocente; alla fine invece si dimostra quasi stanco e rassegnato, ecco perché accetta la sentenza del Tribunale e non oppone resistenza al momento della condanna. Credo che uno dei sentimenti del signor K. descritto meglio sia il "senso di colpa" che lo affligge, questa continua angoscia causata dalla consapevolezza di essere punito per qualcosa che non ha fatto e di cui è ignaro. Tutto questo è concentrato nella frase che pronuncia poco prima di morire, "come un cane", facendo riferimento alla vergogna che rimarrà di lui dopo l'esecuzione. Il fatto che il processo fosse una sorta di grande allegoria della vita dell'uomo, mi ha fatto riflettere. È vero, noi siamo sempre alla ricerca della verità, spesso crediamo di conoscerla, di averla compresa, ma questa invece ci sfugge e ci inganna, come se fosse un enigma indecifrabile.
Devo ammettere che, quando ho iniziato la lettura di questo libro, il primo capitolo mi ha subito coinvolta, ma andando avanti mi rendevo conto sempre di più che il racconto rimaneva sempre fermo ad uno stesso punto. Era come se la storia non prendesse delle svolte, piuttosto veniva approfondita o con l'ingresso di altri personaggi o cambiando il luogo della narrazione, il che inizialmente mi sembrava un po' noioso.
Una cosa che non mi è piaciuta molto e che non mi aspettavo è che tutto era concentrato solo sul processo, ed erano pochi i momenti in cui si trattavano altre vicende, come la vita del protagonista, i suoi amici o delle conversazioni su temi che non facessero riferimento al tribunale.
Ad essere sincera, forse preferisco storie più romanzate, ma sono comunque contenta di aver letto questo libro, che nonostante la sua ambiguità, mi ha permesso di comprendere alcune cose sul pensiero umano. Consiglio "Il processo" ai ragazzi della mia età e agli adulti, anche se secondo me non è un tipo di lettura che può piacere a chiunque. Comunque sono sicura valga la pena tentare!



venerdì 18 settembre 2020

come nasce un CONCETTO?

  Concetto è una parola che deriva dal latino cum capio che significa prendere insieme.

Questa funzione viene affidata al concetto:  raccogliere o comprendere in sè un numero molteplice di cose presenti nella realtà di tutti i giorni, al fine di facilitare la comprensione e la comunicazione fra tutti gli esseri umani.

FACCIAMO UN ESEMPIO: 

il concetto di "uomo" comprende tutti gli uomini, ma  cosa sarà questo concetto di uomo? Cosa rappresenta e include? E ancora: come può esso nascere nella comunità umana?

Possiamo dire che è quell'insieme di proprietà o caratteristiche che fanno di un qualcosa un uomo, cioé se qualcosa possiede quelle caratteristiche, allora quella cosa è un uomo. 


Dalle esperienze molteplici di ciascuno di noi si raggiunge, per necessità argomentativa e comunicativa, un unico concetto, al quale faremo sempre riferimento per tutto il corso della vita 

(con graduali e opportuni "aggiustamenti", se necessario)


Ma ancora si presenta un problema: come possiamo individuare le caratteristiche comuni?






Osservate queste immagini:

cosa hanno in comune? come possiamo definire, da ciò che vediamo, il concetto di UOMO?

Sono sufficienti, a tuo parere? 



Il filosofo Enrico Berti sostiene che è necessario ricorrere, per definire un CONCETTO,  anche ad aspetti che noi non vediamo solo nell'aspetto esteriore delle cose, ma apprendiamo a contatto con le cose stesse e con la riflessione che segue questo contatto. 
Nulla,infatti, ci lascia indifferenti, anche se non sempre ne siamo coscienti.

In questo caso, per definire  l'UOMO è necessario ricorrere alla relazione con altri esseri umani.
Ecco perchè Aristotele ha preferito la definizione di uomo come 

ZOON POLITIKON, che significa
ANIIMALE SOCIEVOLE, POLITICO( in quanto figlio della polis)


CHE COS'E' LA FILOSOFIA



una breve presentazione che sottolinea la presenza dell'AMORE PER IL SAPERE come trasporto costante per l'uomo che intende filosofare



 UMBERTO GALIMBERTI

introduce la filosofia, il suo ruolo, le sue origini, la sua importanza nella vita di ciascuno di noi

video 5'






Gabriella Giudici presenta la disciplina nel contesto storico-culturale che l'ha vista nascere

e nel suo sviluppo all'interno della società umana, 5'



LA DIFFERENZA TRA MITO E FILOSOFIA


Gianfranco Marini illustra la differenza tra mito e filosofia, 13'


DIFFERENZE TRA MITO E FILOSOFIA





                                                                       MONDADORI


mercoledì 16 settembre 2020

il sogno e la sua interpretazione


 post di Veronica Bindi

classe 5 A


“L’interpretazione dei sogni” è un classico della filosofia contemporanea,scritto nel 1900 da Sigmund Freud,autore che ha dato un contributo rivoluzionario alla cultura del Novecento con la  psicoanalisi, in particolare attraverso la sua teoria dei sogni e  un metodo innovativo in grado di interpretarli. Il titolo dell’opera, a prima vista accattivante, ha da subito attirato la mia attenzione, poiché mi ha permesso di dedurre con facilitá la trama del testo, a mio parere interessante. 

Impossibile negare l’esistenza del desiderio, che si cela in tutti noi, di trovare un nesso tra i pensieri notturni e la veglia, di scoprire attraverso un’analisi accurata del mondo onirico una parte della nostra personalità; tutto questo mi ha indirizzata verso la scelta de “L' interpretazione dei sogni” come lettura estiva. L’ opera è composta da 13 capitoli che si susseguono con una logica avvincente e che si presentano in maniera schematica, modalità del tutto diversa se paragonata a quella adoperata nei romanzi. All’inizio dell’opera Freud é riuscito a delineare una chiara distinzione tra contenuto manifesto, ovvero il sogno così come lo si ricorda, e contenuto latente dei sogni,il materiale onirico nascosto che viene scoperto attraverso l’analisi del sogno. In tutto il testo é stato riservato largo spazio al lavoro onirico,processo che si occupa della  trasformazione del contenuto latente in contenuto manifesto dei sogni e ai diversi procedimenti di cui si serve(condensazione,spostamento onirico, simbolizzazione,revisione secondaria). Dall’opera sono emerse le notevoli abilitá di Freud , che si é dimostrato all’altezza di presentare le svariate tecniche oniriche attraverso un’esposizione brillante, ricca di riferimenti culturali e di episodi di vita personali .È stato sorprendente apprendere così tante nozioni in un libro apparentemente di piccole dimensioni,ma che, nonostante ciò, possiede un elevato spessore culturale. 

Non saprei spendere parole non a sostegno di quest’opera perché é stata di gran lunga di mio gradimento. É un testo che consiglio vivamente a chi vuole venire a contatto con uno scritto che rappresenta un’alternativa al solito romanzo. Un testo impegnativo, di comprensione non immediata e che quindi richiede grande concentrazione durante la lettura, ma che, nonostante sia passato piú di un secolo dall’anno di stesura, risulta essere ancora di grande attualitá.

giovedì 3 settembre 2020

la rivoluzione e il futuro



post di Giacomo Ruello

5 A

Ho scelto di leggere questo libro perché mi posso definire un appassionato di politica, affascinato dalle grandi rivoluzioni del passato, e conoscere il pensiero dei due fondatori del Partito Comunista, Karl Marx ed Friedrich Engels, può solo giovare alla mia formazione. Questo è un testo storico, di chiara mobilitazione  politica, adattato alla forma di un programma politico e filosofico. Marx ed Engels, assistendo all’affermazione delle grandi ideologie socialiste e rivoluzionarie del 1848, propongono un nuovo tipo di socialismo, il socialismo scientifico. A differenza del socialismo reazionario, considerato troppo rivolto al passato, del socialismo conservatore, dove si vorrebbe creare una borghesia senza il proletariato, impossibile per Marx, e idel socialismo utopistico, dove non si riconosce il ruolo attivo del proletariato perchè basato su principi e teorie attratte, il loro socialismo si propone con una solida base economica e filosofica,  con una visione materialista della storia, intesa come lotta di classi sociali. Marx analizza nello specifico il rapporto tra borghesia e proletariato. Sottolinea che la borghesia nasce in  contraddizione col feudalesimo  e si è poi  sviluppata con la mondializzazione delleconomia. Se le classi del passato mantenevano i rapporti di produzione, la borghesia è una classe costituzionalmente dinamica, che tende a cambiare continuamente metodi di produzione; è una classe che ha cambiato sia la struttura (metodo di lavoro) che la sovrastruttura, quindi ha creato il mondo a sua immagine e somiglianza. Questi sono i suoi punti di forza. Ha tuttavia creato da sola i propri antagonisti : il proletariato, ovvero i lavoratori impiegati nelle fabbriche dei capitalisti, senza la quale la borghesia stessa non potrebbe esistere. Secondo Marx, alla crescita dalle borghesia si accompagna in modo inevitabile la crescita del proletariato, che deve riuscire ad impossessarsi del potere politico, abolire il capitalismo e riuscire a liberarsi dalle sofferenze delle condizioni sociali portate dal lavoro. Marx in quest’opera vuole indurre i lavoratori sottomessi al sistema capitalistico a lottare per i propri diritti di libertà e uguaglianza sociale: questo messaggio  è  straordinario,  detto da quest’uomo che è riuscito a vedere letteralmente nel futuro, visto che la crisi del capitalismo è un argomento attualissimo. Quest’opera mi ha colpito perché personalmente le persone rivoluzionarie e visionarie come Marx mi piacciono molto e sono per me delle fonti di aspirazioni perchè il loro pensiero è diverso da quello delle persone dell’epoca in cui vivono, ed è come se fossero già proiettati nel futuro. 

Consiglio questo libro alle persone che, come me, vogliono conoscere il pensiero dei grandi rivoluzionari del passato e prendere da loro spunto per costruire il futuro.

La metamorfosi, ricerca di una identità

 


post di Cecilia Sicali, 5 A

Il libro che ho scelto di leggere durante queste vacanze estive è uno dei racconti di Kafka, ‘La Metamorfosi’, un testo molto caro a mio padre, il quale mi ha consigliato per primo di leggerlo. Il racconto narra di una bizzarra trasformazione avvenuta  al protagonista del racconto, Gregor Samsa, il quale da semplice ed umile commerciante si è trasformato in un gigantesco scarafaggio.  Inizialmente la lettura del libro non è stata particolarmente piacevole, forse perché l’argomento ‘’insetti’’ non mi incuriosiva ed attirava particolarmente. Andando avanti con la breve ma interessante lettura, l’attenzione è aumentata notevolmente, grazie ai numerosi colpi di scena e soprattutto al sorprendente finale.

A colpirmi particolarmente sono state le ultime pagine del libro, in cui si nota un radicale cambiamento di comportamento da parte del protagonista e dei suoi familiari, ormai rassegnati alla triste fine del giovane e senza più alcuna speranza. Questa novità ha stravolto il mio stesso modo di leggere il racconto, poiché all’inizio la speranza che la situazione potesse migliorare alimentava la mia voglia di leggere e di arrivare alla fine della storia, ma in conclusione anche io, come i protagonisti del racconto, sono stata travolta da una strana angoscia dovuta al finale triste e malinconico. La morale che ho ricavato da ‘La Metamorfosi’ è una ‘lezione di vita’ un po’ sconfortante ma sicuramente attuale e realistica: spesso la vita ci mette di fronte degli ostacoli difficili da superare, ed è nostro dovere renderci conto che in mancanza del lavoro di squadra e dell’ascolto reciproco è impossibile vincere queste battaglie e ricominciare a stare bene.

Nella mia vita mi è capitato di dover affrontare delle situazioni complicate dalle quali mi sembrava difficile venir fuori; proprio per questo motivo mi sono sentita molto vicina alla condizione del protagonista, isolato perché unico nel suo genere ma comunque amato dai suoi familiari, che come lui si trovavano in difficoltà non riuscendo a comunicare e a trovare una soluzione. Da qui è iniziata la mia riflessione, dettata soprattutto dalla mia esperienza personale, attraverso la quale ho compreso a pieno quanto l’aiuto e l’ascolto siano fondamentali, poiché da soli è impossibile andare avanti e superare i momenti bui, e lo sa bene Gregor Samsa, che nonostante gli sforzi ha perso la sua battaglia ritrovandosi alla fine della storia, a combatterla da solo. Consiglierei questo racconto a chiunque, perché ricco di colpi di scena e soprattutto di diversi punti d’ispirazione per formulare riflessioni personali che possono servire, a mio parere, a superare difficili momenti che la vita può presentarci.


post di Alessandrro Rollo

5 A

Avendo precedentemente letto “Un medico di campagna”, una raccolta di brevi racconti che mi aveva colpito per lo stile inusuale, la narrazione apparentemente sconnessa e le ambientazioni surreali, provavo la curiosità di esplorare altri lavori dell’autore. Sfogliando tra i suoi lavori più celebri ho trovato “La Metamorfosi.

Essendo vagamente consapevole del profilo dell’autore, ho ritrovato gli stessi caratteri, l’agonia, l’isolamento e un alone di enigmaticità. Viene introdotto un personaggio regolare, umile, che è affetto da una metamorfosi. Non è chiara l’origine di questa metamorfosi; assumere che il protagonista venga escluso perché “diverso” al livello fisico, è da escludere, anche perché nel contesto dell’autore questo tema non era affrontato, un’altra opzione potrebbe essere che il protagonista non è più in grado di sostenere la famiglia, ma ancora una volta, esso non è chiaro. Il racconto quindi, è enigmatico; la metamorfosi non è approfondita dall’autore, e da qui, ho iniziato ad attribuire un significato più personale all’opera. Riconosco in Gregor due aspetti. Il primo è una sconfitta dell’individualità; il protagonista è oppresso dalla società, tanto da sentirsi depredato della sua identità. Infatti, Gregor altro non è che una rappresentazione del cittadino medio, conforme alle norme sociali e schiavo di esse. In secondo luogo, rappresenta il sacrificio del ceto medio per riscattarsi, al costo però, di dover dedicare costantemente il suo tempo alla carriera nonostante gli ostacoli: in questo caso la metamorfosi è una reazione, seguita dalla mancanza di empatia da parte dei familiari nei momenti difficoltà. Infatti, i genitori di Gregor sono più preoccupati della propria situazione economica che di Gregor stesso.

L’opera complessivamente è stata di mio gradimento, anche se personalmente avrei preferito carpire meglio il significato dell’ultima parte. Dal punto di vista più tecnico l’opera è abbastanza scorrevole dato il linguaggio accessibile; nonostante ciò è possibile trovare difficoltà nella comprensione in quanto i periodi a volte appaiono incompleti e spezzati.


post di Ines Rapisarda

5 A

Ho deciso di leggere un libro di Kafka per due motivi. Sicuramente dopo aver conosciuto la sua storia personale. Kafka infatti apparteneva ad una famiglia ebraica, etnia da sempre perseguitata nella storia, e questo già mi spingeva ad approfondire. Il secondo motivo è stato il riferimento al filosofo studiato quest’anno, Thomas Hobbes ( con la sua formula homo homini lupus): in questo racconto si evince proprio come l’uomo è un lupo per lo stesso uomo, poichè vuole sempre prevalere sugli altri e, come nel caso del testo di Kafka, “ allontanare il diverso”. L’obiettivo dell’autore, ben comprensibile (e questo è il motivo per il quale consiglierei subito questo libro), è quello di invitare il lettore a non giudicare solo dalle apparenze, ma approndire i rapporti con individui diversi. Mi ha sorpreso come all’interno del racconto vengano messi in risalto i problemi che Gregor, ormai trasformato in scarafaggio, ha nel lavoro ed in famiglia, e soprattutto come vengono narrati in maniera molto scorrevole e semplice. Nel finale il protagonista perde la vita dopo aver rinunciato al nutrimento e a causa di una ferita sulla schiena ad opera del padre: segno questo di insofferenza e incomprensione da parte della famiglia nei confronti del figlio. Il finale  è la parte che mi è piaciuta meno, poichè dopo il grande racconto ed il grande messaggio che Kafka voleva trasmettere, lo scarafaggio non doveva morire ma, a mio parere, doveva continuare a vivere e  combattere tutto e tutti. Il libro diventa ancora più interessante poichè analizza un tema centrale ed attuale. Il protagonista è chi, come lo scarafaggio, per colore di pelle, per diverso pensiero o religione, viene escluso e messo da parte nella società.

post di Martina Cavallaro, 5 A

 

La metamorfosi” di Franz Kafka è la lettura che ho deciso di intraprendere questa estate, per il titolo che mi aveva colpito particolarmente e grazie al consiglio di mia madre.

Devo ammettere che all’inizio della lettura non sono stata pienamente soddisfatta della mia scelta, soprattutto per come è stato introdotto il tema principale della metamorfosi e probabilmente per le troppe e diverse aspettative che avevo. Ma, proseguendo, mi sono ricreduta e alla fine del racconto credo di aver appreso a pieno il suo significato. Nella società, dove il cambiamento e il diverso cercano di diventare parte integrante, sono numerose le difficoltà che si presentano nel corso della nostra esistenza e pian piano ci si rende conto che in realtà l’unica cosa necessaria è avere una forza tale da credere e contare su noi stessi e nelle nostre capacità. E questo lo viviamo giorno per giorno. Ma non è esattamente ciò che ritroviamo nel libro e che ha vissuto il protagonista, Gregor Samsa, giovane responsabile e sempre disponibile, il quale contribuiva nel suo piccolo aiutando la famiglia, ma che alla fine del racconto, dopo tante e dure “prove” comportate dalla metamorfosi, si ritrova in uno stato di solitudine e sofferenza che lo porta ad abbandonarsi a se stesso e alla morte. 

La morte, che accetta come unica via di uscita e liberazione, non solo per se stesso, ma per gli altri, la sua famiglia, perché diventato un peso troppo grande da sopportare. La stessa famiglia che da sempre aveva cercato di aiutare, lo abbandona. 

E quando ti lasciano andare anche le persone a te più care ha senso il resto? Questa è una delle domande che mi sono posta a fine lettura. Da sempre cerco di non farmi abbattere dal cambiamento e dagli altri, e forse anche Gregor Samsa all’inizio aveva questa forza e quel briciolo di speranza che lo teneva in piedi, nonostante poi sia crollato tutto. 

Un consiglio personale che darei a chi ha voglia di intraprendere questa lettura è quello di non farsi condizionare dalla parte iniziale, secondo me poco chiara, ma di continuare fino alla fine, per poi immedesimarsi nel protagonista rispondendo a tutte quelle domande che spontaneamente ci poniamo ogni giorno.

mercoledì 2 settembre 2020

Psicopatologia della vita quotidiana

post di Sveva Scandurra, 5 A

 


Sono sempre stata incuriosita da come il nostro inconscio sia in grado di influenzare pensieri e azioni. Così, dopo aver letto una breve introduzione del libro “Psicopatologia della vita quotidiana”, sono stata catturata dall'opera.  Mi affascina molto il mondo della psicologia soprattutto poiché ancora a me ignoto e, nonostante l’approccio a questo libro non sia stato molto semplice, ho potuto apprendere molti aspetti della nostra psiche.Ho spesso sentito parlare di lapsus freudiani ma mai avevo capito di cosa si parlasse realmente, nonostante mi capiti quotidianamente di dimenticare nomi, leggere parole al posto di altre, sbagliare la pronuncia di certe parole, e certo non avrei prima detto che tutto ciò fosse legato ad operazioni del nostro inconscio. Nei lapsus che abbiamo durante una conversazione si ha l’influenza di pensieri estranei all’intenzione che ha provocato il discorso, ma che comunque sono sufficienti per spiegare il lapsus che si è verificato.Essi talvolta  mettono a nudo l’intima sincerità e diventano un modo di esprimere se stessi. Ciò che mi ha stupito infatti è stato proprio come Freud, narrando esempi riportati dalla propria esperienza con suoi pazienti, sia riuscito a capire molto riguardo la loro storia e la loro personalità dopo aver ascoltato un solo dettaglio dei loro discorsi. Un altro particolare interessante è dato da come il nostro inconscio sia in grado di selezionare i ricordi della nostra infanzia: ci capita infatti che nel momento in cui riaffiorano alla nostra memoria dei ricordi infantili, essi non abbiano nessuna caratteristica che li renda davvero degni di occupare un posto tra i nostri ricordi. Eppure Freud ci dimostra come essi, nonostante sembrino inizialmente inutili, siano in realtà collegati ad eventi ben più importanti.

Dopo la lettura ciò che mi rimane da pensare è come le nostre azioni non dipendano solo da ciò che decidiamo di fare ma da ciò che siamo realmente, e nonostante noi cerchiamo di celare alcuni lati del nostro carattere, essi potranno emergere in un modo o nell’altro senza che ciò dipenda da noi.

Sono tanti i lati della nostra mente che ho scoperto ed è per questo che definirei la lettura di questo libro un vero e proprio viaggio nei luoghi più misteriosi del nostro Io.

Nonostante il fascino della lettura, più volte mi è capitato di doverla interrompere a causa di una mia distrazione: il libro infatti non ne concede alcuna. Il linguaggio utilizzato non è sempre semplice e, il fatto che la lingua originale sia il tedesco, nella traduzione non permette una piena comprensione di alcuni esempi riportati. Talvolta risulta anche noiosa l’elencazione di numerosi esempi molto simili tra loro ma che certamente servivano all’autore per dare più validità alle sue tesi.

In conclusione, consiglio il libro a tutti coloro che sono sempre curiosi di sapere quale sia il motivo di determinate azioni, nonostante non ce ne sia uno apparente, a coloro che hanno sempre voglia di apprendere e di conoscere se stessi, prerogativa fondamentale per un approccio con il mondo esterno.