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sabato 19 maggio 2018

CARPE DIEM


 
Mentre parliamo già sarà fuggito il tempo invidioso:cogli il giorno, confidando il meno possibile nel domani



Non domandare mai quando si chiuderà la tua vita,
la mia vita, non tentare gli oroscopi d’oriente:
male è sapere, Leucònoe.

Meglio accettare quello che verrà, gli altri inverni che Giove donerà
o se questo è l’ultimo, che stanca il mare etrusco e gli scogli di pomice leggera.

Piuttosto sii saggia: e filtra il vino e recidi la speranza lontana,
perché breve è il nostro cammino, e ora, mentre si parla,
il tempo è giù in fuga, come se ci odiasse!

Così cogli l’attimo, non credere nel domani.

ORAZIO

domenica 22 aprile 2018

ultimo incontro Caffè filosofico




IL  SOGNO  NEL  MONDO  ARCAICO



Fin dalle epoche più remote il sogno e la sua origine hanno costituito per l'uomo un affascinante mistero che sfugge ad ogni tentativo di interpretazione.
I popoli antichi di matrice indoeuropea e, in particolare, i greci e gli indiani, hanno elaborato molteplici prospettive interpretative del sognare: da quella psicologica a quella misterica e cultuale, a quella medica e terapeutica, a quella astrologica, testimonianza di quanto il sogno fosse ritenuto importante nella loro visione del mondo.

In epoca moderna i padri della moderna psicologia, S. Freud e C. G. Jung, hanno rielaborato contenuti che erano già stati largamente affrontati dai greci.

L'incontro vuole offrire una panoramica di queste diverse linee interpretative, mantenendone aperta la problematicità ed evocando il fascino che si cela dietro la nostra vita notturna.

Giulia Spina, Chiara Sorbello e Giulia Zuccarello di 4 H presenteranno l'ultimo incontro di quest'anno del Caffè filosofico, 
giovedì 3 Maggio, h 15.30-18.30 in aula Galilei 



Gli alunni interessati dovranno far pervenire alla rappresentante di classe di 4° H, Alice Murolo, i loro nominativi, entro il 29 Aprile

La prenotazione  è gradita per organizzare il gruppo dei partecipanti. 



venerdì 2 marzo 2018

la monade di Leibniz


post di Miriam D'Amico, 4 G

La monade è una sostanza semplice e in quanto tale non è costituita da alcuna parte. Se non vi sono parti, non vi è estensione né figura né divisibilità possibili. 

Le monadi non possono né cominciare né finire, o meglio possono cominciare per creazione e finire per annientamento.

Una monade non può essere alterata o modificata in quanto non è presente nulla da trasportare, né si può concepire in essa alcun movimento interno che vi possa essere suscitato, diretto, accresciuto o diminuito.

Le monadi non hanno finestre attraverso le quali qualcosa possa entrare o uscire. 

La monade creata è soggetta a mutamento ma il mutamento delle monadi deriva da un principio interno, poiché una causa esterna non potrebbe influire nel suo interno.


domenica 25 febbraio 2018

la vera libertà, un dovere morale



« La libertà non è soltanto l'essere-liberati dalle catene né soltanto l'esser-divenuti-liberi per la luce, ma l'autentico essere-liberi è essere-liberatori dal buio
La ridiscesa nella caverna non è un divertimento aggiuntivo che il presunto "libero" possa concedersi così per svago, magari per curiosità,…ma è, esser-ci dentro tutto, essa soltanto, il compimento autentico del divenire liberi. »

Martin Heidegger, L'essenza della verità, a cura di Franco Volpi, Milano 1988, p. 116