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martedì 4 febbraio 2020

IL POSITIVISMO


Nel corso dell'Ottocento si affermò, dalla Francia al resto dell'Europa, il  Positivismo.
Il movimento filosofico si basa sull'esigenza di attenersi ai fatti e sull'esaltazione della scienza, l'unico sapere in grado di comprenderli, misurarli e controllarli. Secondo il positivismo la realtà sottostà a leggi precise, che le danno omogeneità e regolarità e vengono studiate dalle singole discipline scientifiche. 

La scienza è ritenuta l'unico metodo di conoscenza valido. Le conoscenze che ricorrono a spiegazioni non controllabili dalla scienza, come la metafisica, sono considerate prive di valore e sottoposte a critica. La scienza impiega un metodo descrittivo, che pone al centro la descrizione dei fatti e l'individuazione delle leggi che spiegano le relazioni costanti tra i fatti stessi. Il metodo della scienza deve essere esteso a tutti gli ambiti del sapere. 

È tipico del positivismo sia un atteggiamento laico nei confronti della realtà, che può essere spiegata senza il bisogno di ricorrere a Dio o a principi metafisici, sia una grande fiducia nel progresso del sapere scientifico, ritenuto in grado di riformare la società e migliorare in generale la vita dell'umanità.






di Daniela Nizeti Panebianco 5 C


AL POSITIVSMO POSSONO ESSERE COLLEGATE ESPRESSIONI 
IN AMBITO LETTERARIO
ARTISTICO
SCIENTIFICO
PRESENTI NELL'OTTOCENTO IN EUROPA




DARWIN
la teoria dell'evoluzione


IMPRESSIONISMO E POSITIVISMO





Claude Monet, Le ninfee, circa 250 tele dal 1890 al 1926
 gli effetti della luce sulla natura



                 Realismo Naturalismo Verismo


le differenze






mercoledì 18 dicembre 2019

l'albero cartesiano








l'albero della conoscenza ha radici metafisiche, ma nella mente umana.
Il cogito rappresenta la certezza da cui muove la conoscenza vera




“[…] tutta la filosofia è come un albero, di cui le radici sono la metafisica, il tronco e la fisica i rami che nascono da questo tronco sono tutte le altre scienze, che si riducono a tre principali, cioè la medicina, la meccanica e la morale“
(cit. in  C. Esposito, P. Porro, Le avventure della ragione, Laterza, Bari, voil. II, pag. 134)

giovedì 5 dicembre 2019

con Socrate la filosofia entra nell'arte







Socrate, scultura di epoca romana conservata al Museo del Louvre.
Socrate fu il primo filosofo a essere ritratto.
Tutte le altre immagini dei filosofi presocratici sono opere di fantasia.


Con Raffello il Rinascimento ritorna a dare centralità alla filosofia antica. Socrate è qui ricordato come maestro del dialogo






           La morte di Socrate, Jacques Louis David - 1787


Nell'Illuminismo e nell'epoca delle rivoluzioni la razionalità socratica ritorna ad essere
 esempio di virtù civile e fonte di coraggio politico




mercoledì 6 novembre 2019

IL PENDOLO DI FOUCAULT


Il pendolo di Foucault così chiamato in onore del fisico francese Jean Bernard Léon Foucault, 
fu concepito come esperimento per dimostrare la rotazione della Terra attraverso l'effetto della forza di Coriolis.


Si tratta di un alto pendolo libero di oscillare in ogni direzione per molte ore. 
Il primo pendolo di Foucault fu presentato al pubblico nel 1851, ed era costituito da una sfera di 30 kg sospesa alla cupola del Pantheon di Parigi con un filo lungo 68 m. In un sistema inerziale, avrebbe tracciato linee sempre nella medesima direzione, ma così non fu.
A ogni latitudine della Terra, tranne che lungo la linea dell'equatore, si osserva che il piano di oscillazione del pendolo ruota lentamente. 
Al Polo Nord e al Polo Sud la rotazione avviene in un giorno siderale: il piano di oscillazione si mantiene fermo mentre la Terra ruota, in accordo con la legge del moto di Newton.
Alle altre latitudini il piano di oscillazione ruota con un periodo R inversamente proporzionale al seno della latitudine stessa (α); a 45° la rotazione avviene ogni 1,4 giorni, a 30° ogni 2 giorni e così via:
La rotazione avviene in senso orario nell'emisfero boreale e in senso antiorario nell'emisfero australe. Il concetto può essere difficile da comprendere a fondo, ma ha portato Foucault a ideare nel 1852 il giroscopio. L'asse del rotore del giroscopio segue sempre le stelle fisse; il suo asse di rotazione appare ruotare sempre una volta al giorno a qualunque latitudine.

Il pendolo di Foucault è impegnativo da costruire poiché piccole imprecisioni possono causare errori nell'oscillazione che mascherano l'effetto della rotazione terrestre. La resistenza dell'aria inoltre frena l'oscillazione; per questo motivo nei musei i pendoli incorporano un elettromagnete o altro dispositivo per mantenere in moto il sistema.




la prova nell'Università di Padova


martedì 29 ottobre 2019

logica, filosofia della natura, filosofia dello spirito







LOGICA ONTOLOGICA
pensare=essere
pensieri oggettivi

LOGICA DIALETTICA
principio degli opposti

Tra l’Idea, che conclude la LOGICA, e la FILOSOFIA DELLO SPIRITO, è situata la FILOSOFIA DELLA NATURA, che rappresenta l’“idea fuori di sé”, l’“estraniazione” nel diverso da sé, l’alienazione nella realtà fisica o natura. 

L’approccio hegeliano alla natura è sia di carattere logico/ontologico, in quanto la natura possiede una razionalità intrinseca e costitutiva, sia di carattere epistemologico in quanto le singole scienze che indagano la natura ne organizzano la conoscenza e ne individuano i principi generali. Nella Filosofia della natura, Hegel tratta l’insieme delle scienze naturali del suo tempo, mostrando l’ampiezza davvero imponente delle sue conoscenze in tutti i campi trattati, pur con forzature e interpretazioni a volte discutibili, come nella critica alla teoria di Newton.

La natura è dunque rappresentazione e manifestazione dell’idea ma nella sua forma più bassa e incompleta: è la decadenza dell’idea da se stessa (si riprende il tema della "caduta" dell'anima nel mito platonico della biga alata). 

"Il punto più lontano da Dio"

Infatti l’idea, che in sé è pura e logica, nella natura si trova contaminata dalle dimensioni materiali e temporali ed è assoggettata al divenire. L’idea si disperde nella molteplicità dello spazio e del tempo e, quindi, assume le forme rigide e cristallizzate della natura. 

La natura, in quanto idea fuori di sé, ha la caratteristica precipua della esteriorità ed in quanto tale non mostra nella sua esistenza libertà alcuna; essa è un insieme di necessità, accidentalità e contingenza, di leggi deterministiche e casualità. 

Ne consegue la natura, sebbene in quanto idea sia in sé divina, tuttavia rispetto alla sua esistenza accidentale ed esteriore non è assolutamente da divinizzare (da qui la contraddizione insoluta): il suo carattere proprio è quello di essere posta, di essere negazione, non ens; la natura è e resta spirituale dunque solo in senso relativo e non assoluto. 

Per rendere comprensibile il passaggio dell’idea alla natura, Hegel, con chiari riferimenti anche alla filosofia di Plotino, che egli conosceva e ammirava, rievoca il concetto di caduta, cioè di perdita di essere nel senso autentico del termine: la natura è idea, ma idea alienata, priva di libertà. 


Ma perché l’idea, perfetta e compiuta, si infligge questo calvario? La sua unica funzione, per Hegel, sarebbe quella di rappresentare il momento oggettivo e di estraneazione dell’idea, che deve preparare il passaggio alla fase successiva, ossia alla Filosofia dello Spirito. Lo Spirito raggiunge l’autocoscienza e quindi la libertà solo confrontandosi col limite, deve “incarnarsi”. 

La natura trova la sua legittimazione e giustificazione all’interno del sistema hegeliano in quanto Hegel vuole rintracciare in essa la storia dello spirito.
E' antitesi, dunque sede di opposizioni, conflitti.
Solo con il superamento dei suoi limiti, attraverso il bisogno umano di comprendere l'Assoluto, il pensiero transita nello Spirito e qui conquista la piena conoscenza del vero.

L'Assoluto è un risultato

Vero è l'intero