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sabato 10 settembre 2016

volontà e necessità, binomio dell'esistenza umana



Lo stato dell'uomo che il tempo ha cacciato in un mondo interiore, può essere o soltanto una morte perpetua se egli in esso si vuol mantenere o, se la natura lo spinge alla vita, non può essere che un anelito a superare il negativo del mondo sussistente per potersi trovare e godere in esso, per poter vivere. 

La sua sofferenza è legata con la coscienza dei limiti, a causa dei quali egli disprezza la vita così come essa gli sarebbe permessa: egli vuole il proprio soffrire; mentre invece il soffrire dell'uomo che non ha riflessione sul proprio destino è senza volontà, poiché egli onora il negativo, i limiti, solo nella forma della loro esistenza giuridica e autoritaria come invincibile, e prende le proprie determinatezze e le loro contraddizioni come assolute, e ad esse, anche perfino se esse ledono i suoi impulsi, sacrifica sé e gli altri.(...)

Tutti i fenomeni di questo tempo mostrano che la soddisfazione nella vecchia vita non si trova più; essa era un limitarsi a una signoria ordinarissima sulla nostra proprietà, un considerare e un godere il proprio piccolo mondo nella sua piena sudditanza, e poi anche un autoannientamento che conciliava quella limitazione, e un elevarsi nel pensiero del cielo. 

Da una parte la necessitas del tempo ha intaccato quella proprietà, dall'altra i suoi doni hanno tolto nel lusso la limitazione, e in ambedue i casi l'uomo è stato fatto signore e il suo potere sulla realtà elevato al sommo. Sotto questa arida vita d'intelletto per un verso è cresciuta la cattiva coscienza di rendere assoluta la nostra proprietà - cose - e con ciò per un altro verso è cresciuto il soffrire degli uomini; e il soffio di una vita migliore ha toccato questo tempo. [...]

venerdì 9 settembre 2016

dal mondo classico all'ellenismo: la ricerca dell'atarassia






L'ELLENISMO
video 6'



LE NUOVE FILOSOFIE
video 4'



Gallione, fratello mio, tutti aspiriamo alla felicità, ma, quanto a conoscerne la via, brancoliamo come nelle tenebre. E’ infatti così difficile raggiungerla che più ci affanniamo a cercarla, più ce ne allontaniamo, se prendiamo una strada sbagliata; e se questa, poi, conduce addirittura in una direzione contraria, la velocità con cui procediamo rende sempre più distante la nostra meta. 

Perciò dobbiamo avere innanzitutto ben chiaro quel che vogliamo, dopodiché cercheremo la via per arrivarci, e lungo il viaggio stesso, se sarà quello giusto, dovremo misurare giorno per giorno la strada che ci lasciamo indietro e quando si fa più vicino quel traguardo a cui il nostro impulso naturale ci porta. 

E’ certo che, sino a quando vagheremo a caso, non seguendo una guida ma ascoltando lo strepito delle voci discordi che ci spingono in direzioni diverse, la nostra vita, già breve di per sé, si consumerà in questo andare errabondo, anche se c’impegniamo giorno e notte, animati dalle migliori intenzioni. 

Fissiamo dunque bene la meta e scrutiamo attentamente il modo per poterla raggiungere, con l’aiuto di un esperto che abbia già intrapreso ed esplorato il cammino che stiamo per affrontare, perché questo non ha nulla a che vedere con tutti gli altri, in cui sentieri precisi e le indicazioni forniteci dagli abitanti dei luoghi che attraversiamo c’impediscono di sbagliare: qui sono proprio le strade più battute e più frequentate a trarci in errore. 

Non c’è dunque nulla di peggio che seguire, come fanno le pecore, il gregge di coloro che ci precedono, perché essi ci portano non dove dobbiamo andare, ma dove vanno tutti. 

Questa è la prima cosa da evitare. Niente c’invischia di più in mali peggiori che l’adeguarci al costume del volgo, ritenendo ottimo ciò che approva la maggioranza, e il copiare l’esempio dei molti, vivendo non secondo ragione ma secondo la corrente. 
(SENECA, De vita beata)


percorso storico-filosofico

schema






per raggiungere la felicità le filosofie propongono:

STOICISMO
APATIA-ATARASSIA

EPICUREISMO
APONIA-ATARASSIA

SCETTICISMO
EPOCHE'-AFASIA-ATARASSIA

LA LETTERA A MENECEO O SULLA FELICITA'
di EPICURO
testo scaricabile

lunedì 5 settembre 2016

il criticismo kantiano



Immanuel Kant (Königsberg 22 aprile 1724 -Königsberg  12 febbraio 1804)


La svolta nella filosofia moderna verso la contemporaneità è data certamente dal criticismo di Immanuel Kant, filosofo sistematico ed abitudinario nella quotidianità ( come riportano vari aneddoti sulla sua vita privata) ma assolutamente rivoluzionario nell'organizzazione della conoscenza e nelle indicazioni morali, politiche, estetiche.

Tutte le sue risposte ruotano intorno ad un'unica domanda, la più antica ed insieme la più moderna della filosofia: 
CHE COS'E' L'UOMO?

Conoscere, agire, giudicare il bello e il sublime trovano nella sua filosofia risposte organiche, percorsi lineari, idee destinate a tracciare un cammino indelebile.

Proviamo e ripercorrerlo insieme, prima di procedere oltre


LE TRE CRITICHE DI KANT, tappe, conquiste, conclusioni


mappe di Serena Petralia, 5 B

LA CRITICA DELLA RAGION PURA







LA CRITICA DELLA RAGION PRATICA

le mappe di Mario Nicotra 5 B

LE DUE CRITICHE KANTIANE
pensiero e conoscenza

dal bello al sublimel'infinito
di Giacomo Leopardi

venerdì 2 settembre 2016

Guttuso/Incorpora/Messina - Inedite visioni ai piedi dell’Etna.

post di Vivina Sardo
classe 5 B

Grazie all'invito della prof.ssa Grazia Messina ho avuto il piacere di far parte nei giorni scorsi di un piccolo gruppo per la visita al Museo Francesco Messina in Piazza Annunziata a Linguaglossa. Un’esposizione di circa 40 opere degli artisti Renato Guttuso, Francesco Messina e Salvatore Incorpora dal titolo "Inedite visioni ai piedi dell’Etna". 

Un emozionante percorso reso tale grazie alla presenza di una guida, la dott.ssa Marianna Puglisi, competente e professionale, che ha presentato gli artisti attraverso le loro opere in un modo rispettoso e preciso, trasmettendo con passione personale ciò che ciascuno di essi   ci ha magnificamente tramandato.

 


Non si sono mai fisicamente conosciuti Renato Guttuso, Francesco Messina e Salvatore Incorpora ma tutti e tre presentano aspetti che ricordano il radicamento alla Sicilia, riproducono paesaggi tipicamente mediterranei e con colori che inebriano i sensi. 
Ad esempio Guttuso, nel quadro “Costa siciliana”,  ha raffigurato in primissimo piano delle carnose pale di fichi d'India riuscendone a trasmettere uno spessore quasi tridimensionale sopra lo sfondo azzurro e calmo del mare.
Un altro tema caro a Guttuso, e che mi ha colpito, è quello dei nudi, dove l’incarnato sembra realistico ma mai volgare. 

Guttuso e Incorpora sentono la pressione della storia e dell’impegno civile, racchiudendoli attraverso la loro arte pittorica  in alcuni dei quadri che raffigurano una manifestazione di protesta, la chiusura di una fabbrica, momenti della seconda guerra mondiale. Nel dipinto “A Garcia Lorca” Guttuso rievoca i momenti dell’esecuzione del poeta spagnolo arrestato e condannato a morte. L’opera rappresenta il momento esatto della sua esecuzione, dove si respira la fierezza del condannato ed il suo coraggio mentre guarda dritto negli occhi i suoi carnefici. Irrilevanti questi ultimi, dei quali si percepisce la presenza solo tramite le canne dei fucili.

Dell’artista Incorpora si vive la quotidianità di un paese etneo, Linguaglossa, dove egli decise di trasferirsi dalla Calabria. Le sue opere pittoriche e scultoree sono reali e vive, e mi ha molto colpito la caratteristica del suo rappresentare le mani e i piedi con una voluta irregolarità delle forme. Stupende anche le sue minuziose miniature in terracotta.

La mostra presenta, inoltre, sculture e qualche prova d'autore di Francesco Messina, famoso e presente nei nostri ricordi per la sua opera raffigurante un cavallo morente che si accascia davanti alla sede della Rai. A Linguaglossa invece vi sono: l’elegante scultura bronzea “Cavallo”, in cui l’animale si regge in equilibrio solamente su una delle quattro zampe; la “Venere del Brenta”, realizzata in bronzo, delicata ed eterea; e il “Ritratto a Salvatore Quasimodo”, anch’esso in bronzo e particolarmente espressivo.



Un'esposizione, dunque,  e tre artisti che vanno assolutamente conosciuti!


La mostra è visitabile fino al 31 ottobre 2016. Ingresso gratuito.


il gruppo in visita alla mostra, foto di Margherita Alessio

martedì 26 luglio 2016

il grande disordine

Grande disordine, è stato definito. E' la realtà di questo mondo occidentale e del suo rapporto col resto del mondo. Che è cambiato, stravolgendo i parametri di riferimento che noi pensavamo essere solidi, inespugnabili. 

Tutto sta avvenendo con tale rapidità e drammaticità da non lasciare spesso il tempo per la riflessione e l'analisi su una realtà che merita invece interventi assai urgenti ed importanti.
Due interventi per iniziare. Tanto rimane ancora da scrivere, da dire. Soprattutto, da fare.







MASSIMO CACCIARI: 

domenica 24 luglio 2016

Le petit Prince


di Valerio Barone
Liceo Linguistico Gelasio Caetani, Roma




Il piccolo Principe è una ricetta di vita. 
È insegnamento puro. È saper amare, sapersi scegliere e addomesticare reciprocamente, è prendersi le proprie giuste responsabilità, è saper andar oltre il materiale perché "l'essenziale è invisibile agli occhi". 
È una fiaba che nasconde la spiegazione poetica della forza per affrontare il quotidiano, dell'arte dei piccoli passi, del saper ricominciare perché "per ogni fine c'è un nuovo inizio". 
È emozione nei dialoghi semplici che svelano verità ingenue che spesso nella frenesia della vita lasciamo da parte, piccolezze che un adulto distrattamente dimentica. 
È il ritorno alla scoperta di se stessi, alla valorizzazione degli altri e alla magia persa della ricchezza del mondo esterno.


venerdì 22 luglio 2016

sai prendere appunti?

Quante volte abbiamo ripetuto che prendere appunti è la prima tappa di un apprendimento consapevole, efficace e ragionato?

Ecco le regole del metodo Cornell per procedere nel modo ottimale e fare di questa strategia una risorsa
fondamentale nella conoscenza


PRENDERE APPUNTI
Premessa comune a tutti i metodi per prendere appunti è che tale attività non consiste nella ricezione e registrazione passiva dei contenuti di una lezione / conferenza / manuale, in altri termini scopo dell'appuntare non è riassumere o riportare fedelmente i contenuti. Prendere appunti è una forma di apprendimento attivo che richiede un ascolto selettivo e una prima rielaborazione delle informazioni.
Mettere a punto una propria strategia del "prendere appunti" riduce il tempo dello studio e la fatica e aumenta la qualità dei risultati.                                                G. Marini




per le mappe concettuali