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martedì 2 maggio 2017

La dottrina dell'amicizia in Aristotele





Breve percorso tratto dai libri IX e X dell'Etica Nicomachea



1. L'amicizia è necessaria



Secondo Aristotele l'amicizia è una virtù indispensabile all'uomo: nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, anche se possedesse tutti gli altri beni. Gli amici sono necessari nella prosperità come nel bisogno, nella giovinezza come nella vecchiaia, nella vita privata come nella vita pubblica. Gli amici sono il più grande dei beni esterni. L'uomo è portato per natura a vivere con gli altri e a crearsi amici. All'uomo felice non servono amici utili o piacevoli, perchè ha già i beni che da questi potrebbero venire.


Ha invece bisogno di amici buoni, cui donarsi, con i quali condividere i discorsi e il pensiero.



2. I tre generi di amicizia



L'uomo ama ciò che è degno di essere amato: cioè ciò che è buono o utile o piacevole: da questi tre oggetti derivano le tre specie di amicizia.. L'amicizia non è solo una benevolenza reciproca, ma una una benevolenza di cui si è consapevoli, una benevolenza che si sceglie. L'amicizia fondata sul piacere o sull'utilità è solo momentanea: se l'amico non provoca più utile o piacere, l'amicizia viene meno.


Questo genere di amicizie è quindi molto debole.



3. L'amicizia perfetta



L'amicizia perfetta è solo quella tra persone buone, simili nella loro virtù. In questo genere di amicizia, ognuno dei due vuole il bene dell'altro. L'uomo virtuoso è anche utile e piacevole, però l'utilità è il piacere non sono il fondamento dell'amicizia. L'amicizia fondata sulla virtù è stabile, permanente, è tuttavia molto più rara degli altri generi di amicizia, perchè gli uomini virtuosi, gli uomini buoni, non sono tanti.


L'amicizia richiede tempo e consuetudine nella condivisione: il desiderio di diventare amici può nascere velocemente, l'amicizia si forma però con maggiore lentezza.



4. Caratteri delle diverse forme di amicizia



L'amicizia che stringono tra loro gli uomini buoni è perfetta, è stabile come la virtù, e non può essere rovinata dalle calunnie di altre persone. (Difficilmente si presta fede a chi parla male dell'amico che da tempo conosciamo). Gli altri due tipi di amicizia presentano solo una certa somiglianza con questa e sono quindi meno duraturi. L'amicizia motivata dall'utile viene meno quando viene meno l'utile, l'amicizia motivata dal piacere viene meno quando viene meno il piacere. Solo gli uomini buoni possono essere veramente amici: gli uomini cattivi possono essere amici solo in modo limitato, in quanto vivono le loro relazioni avendo come fine l'utile o il piacere. Gli amici desiderano la comunione di vita e non si addice tra gli amici una vita solitaria, isolata. Il vivere insieme è possibile solo se si condividono interessi e gusti, e questo avviene solo negli uomini buoni.


L'amicizia non è uno stato d'animo passeggero ma è una scelta libera, consapevole e duratura.



5. Il numero degli amici



Moltissime possono essere le amicizie fondate sul piacere e sull'utile, poche invece quelle fondate sul bene, perchè pochi uomini sono virtuosi. L'amicizia fondata sul piacere è tipica dei giovani, l'amicizia fondata sull'utile è tipica dei mercanti, l'amicizia fondata sul bene è tipica degli uomini virtuosi. Con poche persone si può trascorrere la vita in comune. L'amore coniugale è possibile per una sola persona, una forte amicizia è possibile solo verso pochi.


Chi pretende di essere amico di tutti, in realtà, non è amico di nessuno.



6. La fine dell'amicizia



Quando due amici non trovano più l'uno nell'altro ciò che cercano, la loro amicizia ha termine. Questo è ovvio nel caso delle amicizie basate sul piacere e sull'utile; quando però l'amicizia è fondata sulla virtù, la sua rottura può avvenire solo quando uno dei due amici rimane fermo allo stesso livello, mentre l'altro progredisce sulla strada della virtù, oppure quando gli amici di un tempo diventano stabilmente cattivi.


Se però la loro malvagità può essere corretta, non bisogna abbandonarli, ma sforzarsi di ricondurli alla virtù.



7. L'uomo virtuoso ama se stesso



L'uomo virtuoso ama se stesso, l'amicizia per il prossimo affonda le proprie radici nell'amore che si ha per sè. L'amico viene considerato un altro se stesso, e vengono a lui estesi i sentimenti di amore che si hanno per sè. L'uomo virtuoso gioisce nel contemplare la virtù dell'amico, perchè la sente come propria. Gli uomini cattivi invece non sono amici di se stessi, e quindi non possono provare amicizia per nessun altro. I cattivi cercano di trascorrere del tempo con altre persone solo per fuggire da se stessi: se rimangono soli sono tormentati dal ricordo dei loro crimini passati e di quelli che faranno.


La persona buona, al contrario, prova piacere nello stare da sola, pensando ai propri ricordi e alle proprie aspettative.

7 commenti:

  1. Aristotele inserisce l'amicizia tra le due scienze pratiche, l'etica e la politica. Fa ciò perché probabilmente considera il sentimento amicale come strumento necessario per raggiungere la felicità considerata sommo bene. E forse non ha torto perché quando si è in compagnia, quando ci si confronta con l'altro, si è felici. Platone, invece, considerava ciò più come sentimento amoroso, come emerge nel mito degli androgini riportato nel Simposio. E' proprio vero che gli uomini hanno bisogno di stare con gli altri: ciò richiama alla mente quanto detto da Aristotele riguardo la politica, ovvero che l'uomo è animale politico (zoòn politikòn).
    A seconda dell'età l'amicizia cambia perché cambiano le idee e le situazioni. Durante l'infanzia,infatti, l'amicizia è considerata un modo per trovare interessi comuni. Durante l'adolescenza, l'amicizia è più vista come strumento per scoprire se stessi e quindi per iniziare a costruire una propria identità. Questo è anche il motivo per cui ci si "allontana" dai genitori.
    Ho avuto diverse amicizie, ma molte di queste sono terminate molto presto perché nate per utilità. Causa di ciò è il (poco) dialogare, che subentra solo al momento del bisogno. Tutto questo non ti rende felice ma deluso, perché l'altro non ti vedeva come un vero e proprio amico. Altre amicizie sono finite a causa dell'invidia per ciò che possiedi o per le persone con cui parli. L'invidia nasce dal non avere rispetto per l'altro.
    Ma fortunatamente, tra queste amicizie, ci sono anche quelle di virtù come affermava Aristotele. Amicizie che durano nel tempo e che ti rendono felice sempre di più anche dopo un litigio. E' fantastico come il pensiero di un filosofo del IV secolo sia così attuale e come possa far riflettere così tanto sul valore dell'amicizia.

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  2. Per Aristotele l'uomo non è sufficiente a se stesso, per completarci abbiamo bisogno dell'altro, quindi dei nostri simili. Nella dottrina dell'amicizia Aristotele afferma che essa non è un discorso di amore ma di necessità per la vita. L'amicizia, in quanto forma d'amore, non è da confondersi con l'amore in senso stretto, in quanto l'èros ha i caratteri di un'affezione in cui entrano in campo fattori emotivi e sessuali. L'amicizia può essere fondata sull'utile, sul piacere o sul bene, quindi ci sono tre specie di amicizia: l'amicizia per utilità, che ha vita breve e si afferma soprattutto in vecchiaia, quando l'anziano ha bisogno di aiuto nelle varie faccende; l'amicizia per piacere, che viene praticata solo nei momenti di divertimento e anche essa ha vita breve; mentre le amicizie buone sono quelle in cui si crede in quella persona e le relazioni sono ricambiate, quindi essa ha tutte le condizioni di amabilità ed è massimamente utile e piacevole. In senso forte l'amicizia è considerata una virtù, ma coltivare le amicizie buone è difficile, gli amici devono essere pochi, perché fra di loro vi deve essere un rapporto d'intimità. Per non perdere un amico bisogna condividere gli stessi interessi e non lamentarsi sempre perché lo si potrebbe infastidire. Infine Aristotele sostiene che le vere amicizie si riparano, non si distruggono, anche se sono state separate dal tempo.
    Nella mia vita ho avuto tanti amici, alcuni di questi avevano gli stessi miei gusti e desideri e sono rimasti nella mia vita, infatti ancora oggi mi confido con loro anche uscendo insieme; con altri invece c'è stato solo un rapporto di utilità, infatti, come dice Aristotele, queste amicizie sono destinate a durare poco, solo nel momento del bisogno; per me un amico non è solo un conoscente estraneo dalla famiglia, ma ne può far parte, infatti per me l'amica buona della dottrina aristotelica è mia cugina Tatiana che è stata, nonostante tutto,fin dalla nascita sempre con me; noi ci raccontiamo tutto, ci aiutiamo sempre a vicenda e ci consigliamo tra noi senza nessun problema, poichè non abbiamo nessun segreto. Quando eravamo piccole qualche volta litigavamo ma senza dei motivi validi: io le chiedevo in continuazione la motivazione, ma lei non rispondeva, era ovvio che forse qualcosa che avevo fatto non le era piaciuto, ma preferiva stare in silenzio. Comunque poco dopo facevamo pace con una risata e un abbraccio e tornavamo a giocare spensieratamente. Per me un' amicizia considerata tale è questa. Questa mia amicizia buona non finirà mai, perché ormai fra di noi c'è un forte legame d'intimità che non si può spezzare!
    Io nella mia vita ho fatto delle selezioni tra gli amici, come tutti d'altronde, per via della mia timidezza e introversione, ed ho un'idea dell'amicizia che si basa sul rispetto delle idee e delle scelte. Quindi in quelle occasioni in cui degli amici si sono allontanati ho dedotto che avranno avuto i loro buoni motivi: d'altronde la vita ci porta dove vuole lei, a causa di impegni, lavoro, amore e altre varie situazioni.

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  3. "You make me feel invincibile" sono le prime parole che mi vengono in mente pensando ai miei amici, "mi fate sentire invincibile". È il ritornello di una canzone di pochi anni fa, e mi fa pensare a quanto sia indispensabile l'amicizia nella vita per sentirsi forti. Ma il concetto di amico 'buono' è stato dato parecchi anni prima di questa canzone, Aristotele ne parlava già nel 300 a.C. Lui distingueva gli amici in tre categorie. Quelli buoni, come dicevo, sono quelli più veri, che ti danno la forza. Con questi condividi gli interessi e la fiducia reciproca porta ad un'intimità che non si riesce ad avere con tutti. Per questo gli amici veri sono pochi, nel mio caso non sono moltissimi ma sono abbastanza. C'è qualcosa che mi lega a queste persone, come se le avessi sempre conosciute. Ma la cosa davvero bella è che pur avendoli conosciuti pochi anni fa, ogni giorno, ogni avvenimento ci ha legato un po' di più. D'altronde Aristotele l'aveva detto: "L'amicizia richiede tempo e consuetudine nella condivisione: il desiderio di diventare amici può nascere velocemente, l'amicizia si forma però con maggiore lentezza."
    Ma parla anche di altri tipi di amici, quelli utili e quelli piacevoli. Con questi non vi è la stessa connessione che c'è coi primi. Sono per questo amicizie temporanee, e capita di allontanarsi da tante persone alla fine di un'amicizia utile o piacevole. Mi è capitato spesso di perdere questi tipi di amici, ma una volta ne ho perso pure uno di quelli 'buoni'. Tuttavia quelli veri non smettono mai di esserlo e lui, prima di andare via, mi ha fatto un ultimo regalo. Nel periodo in cui ci siamo dovuti abituare alla sua assenza, ho sentito di nuovo vicini molti amici che ormai non sentivo più. Come una passione comune, il dolore condiviso lega le persone. Ho iniziato a condividere quello che sentivo con questi amici, e ora so di poterli considerare 'buoni' perché il suo ricordo ci legherà sempre. In fondo, sempre citando Aristotele: "nella povertà e nelle altre disgrazie gli uomini pensano che l’unico rifugio siano gli amici. "

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  4. Studiando la filosofia aristotelica ho ritenuto molto interessante il soffermarsi, da parte del filosofo, su un argomento apparentemente scontato quale è l'amicizia. Fin da subito mi sono immedesimato nel suo pensiero, considerando l'amicizia come una vera virtù dell'uomo e non un qualcosa che sia semplice da coltivare: infatti, come ritiene anche Aristotele, esistono tante amicizie ma solo poche sono quelle vere e durature. Capita spesso di essere amico di qualcuno che si trova vicino solo quando lui ha bisogno e mai quando tocca a lui aiutare a superare i propri momenti di sconforto e di dolore, odi qualcun'altro che ha difficoltà a capirti perchè non si hanno gusti, interessi e altro in comune con lui. Le migliori amicizie sono quelle dove si superano i momenti più difficili (perché anche in queste possono verificarsi) e che non sono assolutamente numerose e superficiali, ma poche e intense.

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  5. "L'amicizia perfetta è quella dei buoni e dei simili nella virtù. Costoro infatti si vogliono bene reciprocamente in quanto sono buoni, e sono buoni di per sé; e coloro che vogliono bene agli amici proprio per gli amici stessi sono gli autentici amici (infatti essi sono tali di per se stessi e non accidentalmente); quindi la loro amicizia dura finché essi sono buoni, e la virtù è qualcosa di stabile; e ciascuno è buono sia in senso assoluto sia per l'amico. Infatti i buoni sono sia buoni in senso assoluto, sia utili reciprocamente". (Etica Nicomachea)

    Amicizia e bene sono la formula perfetta per l'eudamonia: essere in compagnia di un buon demone. Il ben-essere, in altre e più moderne parole.
    Bravi ragazzi, le vostre riflessioni ci aiutano a capire il ruolo e il significato della filosofia nella vita di tutti i giorni :-)

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  6. Aristotele, uno dei pilastri della filosofia classica insieme a Socrate e Platone, quest’ultimo suo maestro per circa venti anni, nell’arco della sua vita tratta di varie discipline che raggruppa in tre categorie: scienze teoretiche (metafisica, fisica e matematica), pratiche (etica e politica) e poietiche(arti belle tecniche). Un discorso a parte è la logica, che Aristotele pone come presupposto delle altre scienze. Nell’ambito dell’etica, scienza che si occupa del giusto comportamento che deve avere l’uomo, Aristotele affronta il tema dell’amicizia, un contenuto nuovo se messo a confronto con Platone, il quale si concentra invece sull’amore. L’amicizia è una condizione che permette di stare bene insieme a un’altra persona, da non confondere con l’amore-eros, l’attrazione verso l’altro. E’ una virtù indispensabile nella nostra vita, perché l’uomo è nato per vivere in comunità, infatti Aristotele definisce l’essere umano “zoònpolitikòn”, ossia animale politico. Nella dottrina dell’amicizia vengono analizzati principalmente due aspetti, che sono i tipi di amicizia e le sue condizioni. Aristotele distingue le amicizie per utile, più frequenti nell’età avanzata; per piacere, consuete nel periodo della giovinezza: entrambe le tipologie sono destinate ad una breve durata. L’amicizia vera eduratura è quella buona, rara da trovare ma reciproca, non c’è un interesse dietro; si coltiva perché si crede in quella persona. Per quanto riguarda le condizioni, “i segreti” per mantenere una buona amicizia sono: innanzitutto, averne poche ma profonde; bisogna frequentarsi, condividere interessi e non essere lagnosi e petulanti, altrimenti si rischia di perdere l’amico; altro punto importante è sicuramente ammettere i propri sbagli, così da essere sinceri l’uno con l’altro; alla base di tutte queste condizioni devono esserci il rispetto e la fiducia reciproca. Sebbene sia vissuto tra il 384-322 a.C., possiamo considerare il pensiero di Aristotele ancora attuale e valido nella nostra società, e ciò possiamo notarlo riflettendo sulla nostra vita. L’amicizia per me è importante perché è un modo per confrontare e condividere i tuoi pensieri con gli altri: essere amico vuol dire sostenersi a vicenda nei momenti di difficoltà, ridere nei momenti di gioia; l’amico vero resterà al tuo fianco, nonostante prendiate strade diverse. Per carattere sono una persona abbastanza riservata, infatti sull’avere amici “pochi ma buoni” concordo con Aristotele, perché non puoi avere quel rapporto di confidenza e familiarità con tutti. Nella mia vita, come in quelle di tutti, può capitare di trovare persone invidiose, false, o cattive amicizie, l’importante è capire subito chi hai davanti, prendere le distanze e andare oltre. “Chi trova un amico, aggiungerei vero, trova un tesoro”, quindi teniamo al sicuro questo bene prezioso.

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  7. Secondo Aristotele l’amicizia è fondamentale per gli esseri umani. L’uomo è portato per natura a relazionarsi con gli altri e a creare nuove amicizie che, secondo il filosofo, possono essere di tre tipi: l’amicizia per l’utile, per piacere e infine quella buona. Le prime due sono destinate ad avere vita breve, mentre l’ultima è duratura ma molto rara. Tuttavia in una buona amicizia vi sono delle condizioni, per esempio: entrambi gli amici devono ricavarne dei benefici, si deve evitare di parlare sempre dei propri problemi senza ascoltare l’altro, non deve esserci distanza, è bene che si condividano gli stessi interessi e che si abbia lo stesso grado di istruzione e molto altro. Quando due amici non trovano più l’uno nell’altro ciò che cercano, la loro amicizia giunge al termine. Questo accade principalmente nel caso delle amicizie basate sul piacere e sull’utilità. Quando però l’amicizia è fondata sulle virtù, la sua rottura avviene solo quando uno dei due amici rimane fermo sullo stesso livello mentre l’altro prosegue sulla strada della virtù, oppure quando uno dei due inizia a interessarsi a qualcosa di diverso e distante dall’altro.
    Ciò che affermava Aristotele molti secoli fa trova riscontro nella nostra vita di tutti i giorni, soprattutto fra i più giovani. L’adolescenza è infatti il periodo in cui ogni ragazzo di allontana dal nucleo familiare ed entra a far parte di nuovi gruppi di amici, più o meno numerosi. Spesso, però, non tutte le amicizie che inizialmente sembrano buone si dimostrano tali. Sono moltissimi i “falsi amici” che approfittano della bontà o dell’ingenuità altrui per convincerli a commettere azioni di cui potrebbero pentirsi per tutta la vita. Dunque è giusto, oltre che un bisogno umano, avere delle amicizie, ma bisogna saper valutare attentamente se questa è buona o cattiva e ricordare sempre che, come affermava Aristotele, le amicizie buone sono quelle più rare e dunque più difficili da trovare, ma sicuramente sono le più importanti e fonte di vera felicità pura.

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