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giovedì 2 novembre 2017

World Philosophy Day

La Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Centro di Ricerca
sull’Indagine Filosofica celebrano il World Philosophy Day, indetto annualmente dall’UNESCO, con la presentazione del Protocollo d’Intesa MIUR-CRIF La pratica filosofica come opportunità di apprendimento per tutti e delle azioni a esso connesse.



La Giornata intende porre l’attenzione sul ruolo della filosofia nella scuola e nella società attraverso la proposta di attività di ricerca, sperimentazione e valutazione della pratica filosofica di comunità, realizzate in ambito nazionale e internazionale e volte allo sviluppo del pensiero complesso, nella sua articolazione critica, creativa e valoriale.
Nell’ottica dell’Agenda 2030 dell’ONU Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e in particolare dell’obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”, gli interventi dei vari studiosi metteranno in luce le potenzialità educative e formative della filosofia nella pratica scolastica e in altri luoghi di apprendimento anche attraverso il ricorso a metodologie e strumenti innovativi.
Le profonde trasformazioni della società contemporanea sollecitano a livello nazionale e internazionale i sistemi formativi ad affrontare nuove sfide che richiedono anche all’insegnamento/apprendimento della filosofia di coniugare, attraverso una più articolata e significativa dinamica educativa, l’acquisizione di conoscenze e contenuti filosofici con il conseguimento di competenze (life skills) di tipo cognitivo e socio-relazionale, sia nell’ambito scolastico sia in quello più in generale dell’educazione permanente (lifelong learning).
Al termine della Giornata verrà donata alla Biblioteca del MIUR la riedizione completa della Rivista di filosofia “Il Pensiero”, che nei suoi 60 anni di storia ha coinvolto i massimi esponenti della filosofia europea.
Questo importante patrimonio risulta oggi disponibile sia in formato cartaceo che in digitale, anche grazie al Progetto di Alternanza Scuola Lavoro che ha coinvolto studenti e insegnanti del triennio dei licei Licei “D. A. Azuni” e “G. Marconi” di Sassari insieme a ricercatori e docenti del Corso di Laurea in Filosofia dell’Università di Sassari.
La riflessione sul ruolo della filosofia europea nel panorama italiano della seconda metà del ‘900, sarà un ulteriore contributo per celebrare il World Philosophy Day e per promuovere il valore del dialogo intellettuale e del confronto culturale, come fondamenti della società democratica e della
cittadinanza globale.

La parola a tutti!
Per informazioni rivolgersi alla Prof.ssa Carla Guetti – carla.guetti@istruzione.it.

martedì 10 ottobre 2017

la logica degli opposti in Hegel



L’unico punto, per raggiungere il procedimento scientifico,... è la conoscenza di questa proposizione logica: che il negativo è insieme anche positivo, ossia che quello che si contraddice non si risolve nello zero, nel nulla astratto, ma si risolve essenzialmente solo nella negazione del suo contenuto particolare; vale a dire che una tale negazione non è una negazione qualunque, ma la negazione di quella cosa determinata che si risolve ed è perciò negazione determinata. Bisogna, in altre parole, saper conoscere che nel risultato è essenzialmente contenuto quello da cui esso risulta. Quel che risulta, la negazione, in quanto è negazione determinata, ha un contenuto. Codesta negazione è un nuovo concetto, ma un concetto che è superiore e piú ricco che non il precedente. Essa infatti è divenuta più ricca di quel concetto. Contiene dunque il concetto precedente, ma contiene anche di piú, ed è l’unità di quel concetto e del suo opposto.
(Hegel, Scienza della logica)








Come molto spesso avviene, e come ci aveva insegnato Alessandro Magno a Gordio, qualche volta, per risolvere un problema irrisolvibile occorre cancellarlo. E Hegel aveva il carattere per farlo. In poche parole: se l’infinito è negazione del finito, e viceversa, allora il finito, in quanto negazione, è ciò che riflette l’infinito. E viceversa. L’uno non può essere senza l’altro, poiché l’uno è la verità dell’altro. 
Si superano le ristrettezze della logica aristotelica fondata sul principio di non contraddizione, quello secondo cui, in una stessa proposizione, non posso affermare “che A e che non-A”. Questa logica escludente esalta le contraddizioni e le aporie, poiché non tiene conto della, oggi diremmo, “complessità” del reale. La logica hegeliana è invece dialettica: A non potrebbe essere senza il suo negativo, poiché il negativo riflette il proprio contrario
Facciamo il solito esempio: è una giornata piovosa e triste di fine autunno; guardiamo il cielo e, sconsolati, pensiamo: come sono belle le giornate primaverili, piene di sole e di profumo. Or bene: da dove deriva la bellezza delle giornate primaverili, se non dall’essere la negazione della tristezza autunnale; e da dove deriva la tristezza autunnale se non dall’essere la negazione della vitalità primaverile? L’una non avrebbe senso senza l’altra, come la gioia senza il dolore e la vita senza la morte. Questa è la logica hegeliana. E questo è il nuovo rapporto che Hegel stabilisce tra l’infinito e il finito.
Ma attenzione: l’infinito non è la somma di tutti i “finiti”, non è un contenitore, l’universo mondo di Giordano Bruno. Esso non cessa di essere un processo, idealisticamente: è lo sviluppo delle sue singole determinazioni verso un esito che, concettualmente, è già presente nel suo inizio. L’infinito è il dispiegarsi della Ragione che comprende ogni suo singolo momento. È, in altri termini, un sistema. Se non ci fosse l’infinito non si potrebbe dare un ordine all’insieme delle cose, non si potrebbe cioè conoscere, perché conoscere vuol dire cogliere l’ordine necessario della realtà, scoprire come essa diviene ciò che è. Vuol dire, cioè, avere uno sguardo assoluto sulle cose, ovvero porsi al polo opposto di tutto ciò che è finito, individuale, soggettivo.
L’infinito non è un “valore assoluto”, ma relativo: esso trae il suo significato dal fatto che si oppone specularmente a tutto ciò che è individuale e limitato. Nella nostra vita quotidiana, noi agiamo in vista di un orizzonte limitato al nostro semplice hic et nunc, non vediamo oltre noi stessi o poco più. 
Il filosofo, al contrario, coglie ciascuno di noi nel posto che il sistema gli ha assegnato, vede cioè il sistema nella sua completezza assoluta, dentro cui ogni singolo individuo agisce secondo una logica che è coerente con le esigenze del sistema stesso (pur non sapendolo). 
Detto hegelianamente: la storia è regolata da leggi, il divenire ha in ogni suo momento in vista il suo fine ultimo. 
L’infinito quindi è, nello stesso momento, effettivo e potenziale: è effettivo perché si realizza in quanto sistema ordinato di fatti, ed è potenziale perché in continuo divenire, processo.
 (da Didasfera)


PROF. LUIGI VIMERCATI LICEO PARINI, MILANO 


"(...)Ad ogni modo la cosa di maggior rilievo é che nella sua Scienza della logica (ecco perché è il testo più complesso, giustamente, della storia della filosofia) Hegel ritiene di avere il dovere di concentrare e di unificare tutte le categorie che nella storia dell'umanità sono state escogitate per dare significato razionale alla stessa realtà. Quindi le categorie con cui qui abbiamo a che fare riguardano il pensiero, riguardano il linguaggio,  perché ovviamente il pensiero si esprime attraverso il linguaggio, e riguardano la realtà; tutto insieme. Quindi alla domanda su quale sia il fondamento della logica dobbiamo rispondere: fondamento della logica é il pensiero, fondamento della logica è la realtà, perché lo sviluppo della realtà é lo stesso del pensiero, e viceversa. E' quindi contro ogni separazione.
Ciò che distacca la logica contemporanea da Hegel é proprio questo senso differente della ragione. Hegel risponde ovviamente al problema dal suo punto di vista.

Voi qui potreste porvi la domanda - mi pare che sia inevitabile - : come pensa Hegel sia possibile riunire tutte le categorie della razionalità in un unico contesto? Le categorie: non é importante che siano dodici o ventiquattro, ma che esse abbiano un loro svolgimento interno e che diano luogo ad un sistema che é da concepire un po' in maniera organicistica, cioè come un tutto, come un corpo in cui ci sono vari organi, e quello che fa una mano non può farlo un piede, però la vita, che dà vita alla mano e al piede, é unica e non può fare né senza della mano né senza del piede. E’ quindi un'unità che si articola attraverso la molteplicità.

Lo strumento teorico che va incontro alla spiegazione di questo punto é la dialettica, che é sostanzialmente il muoversi della ragione su questi tre momenti, che sono fondamentali nell'impianto e nella prospettiva di Hegel(...)"

dalla trascrizione di una conferenza tenuta a Brescia dal prof. Mario Dal Pra sulla Logica hegeliana il 4 marzo 1983 per un pubblico di studenti

lunedì 2 ottobre 2017

il cammino della coscienza nella Fenomenologia di Hegel



presentazione del prof. Alessandro Pizzo, 14'


presentazione, mappe, riepilogo




...Dell'assoluto, bisogna dire che è essenzialmente risultato, che solo alla fine è ciò che è in verità; e appunto in questo consiste la sua natura: essere qualcosa di effettivo, soggetto, o divenire-se-stesso...



La fenomenologia dello spirito è la storia romanzata della coscienza 
che via via si riconosce come spirito.

Die Phänomenologie des Geistes ist die romantisierte Geschichte des Bewusstseins, 
das sich mit der Zeit als Geist erkennt.



dall'autocoscienza al sapere assoluto
presentazione


Il vero è l'intero, e l'intero è un processo

un riepilogo concettuale


LA MAPPA 

DI FLAVIA SICALI, V A


LE VACANZE DI HEGEL, Magritte


domenica 1 ottobre 2017

filoso-fare

La lettura diretta di alcuni brevi brani filosofici ha permesso ai ragazzi della 3 C di accostarsi alla filosofia attraverso gli stessi autori e i loro scritti.

Ecco cosa è nato da questo primo 

filoso-fare

domenica 24 settembre 2017

da Agostino a Tommaso:l'uomo e Dio



AGOSTINO

Gradus, affectus sunt. Iter tuum, voluntas tua est. 

Amando adscendis, neglegendo descendis. Stans in terra, in caelo es, si diligas Deum.



I tuoi passi sono i tuoi sentimentiIl tuo cammino è la tua volontàAmando salitrascurando scendiStai sulla terrama sei in cielose ami Dio

( Agostino, En. in ps. 856)

Deus ineffabilis est; facilius dicimus quid non sit, quam quod sit.

Dio è indicibile; più facilmente possiamo dire quello che non è, piuttosto che quello che è. 
(En. in ps. 85, 12)



TOMMASO



In base a qualsiasi effetto noi possiamo avere la chiara dimostrazione che la causa esiste, come si è detto (nel corpo). E così dagli effetti di Dio si può dimostrare che Dio esiste, 
sebbene non si possa avere per mezzo di essi una conoscenza perfetta della sua essenza.


(Tommaso d’Aquino, La Somma Teologica, I, q. 2, aa, 2)


La vita felice è la vita riuscita, la vita fiorita, attuata
Summa teologiae


giovedì 14 settembre 2017

la filosofia che aiuta a pensare il presente


Segnaliamo una iniziativa meritevole perchè 
valida, interessante, agevole nella lettura, utile a tutti per un percorso di riflessione sul presente.
L’associazione “Pensare il presente”, assieme a Diogene Multimedia, ha reso scaricabile gratuitamente per studenti e docenti il volume “Pensare il presente: la filosofia e le sfide del nostro tempo”, con interventi di Emanuele Severino, Enrico Berti, Franca D’Agostini, Lorella Zanardo, Gianni Tamino, Andrea Baranes, Massimo Donà e il gruppo organizzatore del Festival Pensare il presente 2015, realizzato in collaborazione con la Società Filosofica Trevigiana.
Molti i temi trattati, in saggi agili e divulgativi: A cosa serve la filosofia oggi? Come viene utilizzato in televisione il corpo delle donne e qual è l’origine della violenza di genere? Che rapporto c’è tra menzogna e potere? Cos’è il nichilismo? Come la filosofia cerca di superare il dolore e l’angoscia della morte? Quali sono le principali caratteristiche del pensiero orientale? Quali sono le radici della crisi economica e perché si è verificata? Cos’è la finanza? Cosa sta accadendo agli equilibri ambientali? E cos’è, infine, la musica e come si sta trasformando?

scarica gratuitamente l'e-book da qui

giovedì 6 luglio 2017

LEGGERE LA REALTA'





Pubblico di seguito alcune interessanti segnalazioni a cura dell' ARIFS 
(Associazione per Ricerca e Insegnamento di Filosofia e Storia)


Si tratta di articoli, brevi testi, statistiche e report che orientano 
nel mondo, per molti versi ancora da noi sconosciuto, della cittadinanza globale.

Chi  oggi si può definire " cittadino"? Quali sono i confini della
cittadinanza in epoca globale? E i diritti? Esiste ancora la nazione?
L'universalismo, con la sua aspirazione all'unicità,  può accogliere 
la molteplicità delle differenze 
senza cadere nel paradosso?

A queste, ed altre, domande, ciascuno può cercare una risposta
attraverso le letture che seguono. Tutte stimolanti.

Alcune sono nella lingua originale, francese e spagnola soprattutto.

Approfittiamone




NAZIONE, NAZIONALISMO, NAZIONALITA'
Definizioni e interpretazioni
10. Nicola ABBAGNANO, Il nazionalismo (1971) (dizionario di filosofia)
11. CENTRO DI STUDI FILOSOFICI DI GALLARATE, Nazionalismo e Nazionalità
(1977) (dizionario delle idee)
12. PRETI, GANAPINI, SPAGNOLETTI, Nazione nazionalismo (1996). (dizionario
di storiografia)
13. Lucio LEVI, Nazionalismo (1976). (dizionario di politica, impostazione
federalista)
14. Pascal CHAIGNEAU, Nazionalismi e nazione (1998) (dizionario di
relazioni internazionali).
15. Georg KLAUS und Manfred BUHR, Nation und nationalismus (1964)
(dizionario filosofico, marxista-leninista).
16. Hans COHN, Nationalism (1950, con links aggiornati al 2006)
(Encyclopaedia britannica)
COSMOPOLITISMO, UNIVERSALISMO, INTERNAZIONALISMO

Definizioni da Dizionari e Enciclopedie:
17. Nicola ABBAGNANO, Cosmopolitismo. 1971 (Dizionario di Filosofia)
18. Giuseppe RICUPERATI, Cosmopolitismo. 1976 (Dizionario di politica, UTET)
19. Massimo MORI, Cosmopolitismo. (Treccani) 1992
20. Fiorenza TAROZZI, Internazionalismo.1996 (Dizionario di Storiografia)
21. Georg KLAUS e Manfred BUHR, Kosmopolitismus. 1964, (Philosophisches
Wörterbuch)
22. KLAUS und BUHR, Sozialistischer internationalismus. 1964
(Philosophisches Wörterbuch).
23. Virginie MILLOT, Universalisme. 2007
Interpretazioni:
24. Martha NUSSBAUM, Patriotism and Cosmopolitanism. 1994
25. Michelangelo BOVERO, Cosmopolis/Idiopolis. (da Convegno ARIFS) 1998
26. David HELD, Regulating Globalization? The Reinvention of Politics. 2000
27. Daniele ARCHIBUGI, La democrazia cosmopolitica: una visione
partecipante. 2005
28. Alain RENAULT, Les conditions d’un universalisme ouvert à la
diversité. 2007
29. Giacomo MARRAMAO, Per un cosmopolitismo della differenza. 2009
30. Ryoa CHUNG et Geneviève NOOTENS, Le cosmopolitisme : enjeux et débats
contemporains. 2010
31. Frederick Guillaume DUFOUR, Marx et la tradition cosmopolite :
l’actualité d’une tension 2012

RAZZISMO
Definizioni e interpretazioni:
32. Alessandro GHIGI, Gioacchino SERA, Renzo GIULIANI, Augusto BEGUINOT,
Razza (Enciclopedia Treccani). 1935
33. Il Manifesto degli scienziati razzisti. 1938
34. Claude LEVY-STRAUSS, Race et histoire. 1952
35. Michel FOUCAULT, Genealogia del racismo (al momento disponibile in
rete solo in spagnolo). 1975-76
36. Nicola MATTEUCCI, Razzismo (Dizionario di Politica, Centro Gobetti,
librinlinea.it). 1976
37. Etienne BALIBAR and Immanuel WALLERSTEIN, Race, nation, class.
Ambiguous Identities. 1988.
38. Michel WIEVIORKA, Nationalisme et racisme. (Les Classiques des
sciences sociales, Université du Quebec). 1993
39. Fernando SAVATER, La heterofobia como enfermedad moral. (Revista
literaria Katharsis). 1993
40. Dominique SCHNAPPER, Racisme (Dictionnaire d'éthique et de philosophie
morale, PUF, tome 2, sous la direction de Monique Canto-Sperber). 1996
41. Imanuel GEISS, Razzismo (Enciclopedia Treccani). 1997
42. César COLINO, Racismo (Dicionario critico de Ciencias Sociales). 2009
43. Birgit ROMMELSPACHER, Was ist eigentlich Rassismus? (in
Rassismuskritik, Band 1, Rassismustheorie und forschung,
Wochen-Schau-verlag). 2009
44. Francesco REMOTTI, L'ossessione identitaria (relazione svolta al
seminario "Contro l'identità" nel 2010 a Milano, presso la sede della
SGAI, Società Gruppoanalitica Italiana). 2010
45. Intervista ad Alberto BURGIO sul razzismo (2016)
Classici del razzismo (testi integrali):
46. Joseph Arthur GOBINEAU , Essai sur l'inégalité des races humaines. I
1853-1855
47. Joseph-Arthur GOBINEAU , Essai sur l'inégalité des races humaines. II
1853-1855
48. Houston Steward CHAMBERLAIN , Die grundlagen des neunzehnten
jahrhunderts. 1912
49. Alfred ROSENBERG, Der Mythus Des 20.Jahrhunderts. 1930
FRONTIERE, CONFINI, LIMITI
Definizioni e interpretazioni:
50. Ana Gemma LOPEZ MARTIN, Frontera (1989).
51. D. FIORENTINO, Confine frontiera (1996).
52. Malcolm ANDERSON, Les frontières: un débat contemporain (1997).
53. Pascal CHAIGNEAU, Frontières (1998).
54. Samuel HUNTINGTON, Lo scontro delle civiltà (2000).
55. Stefano ALLIEVI, De-finire il con-fine (2001).
56. Guillaume LASCONJARIAS, Délimiter la frontières (2005).
57. Lawrence DAUGFAS y Tayfar HANSEN, El concepto histórico de la frontera
(2007).
58. Dario GENTILI, Confini, frontiere, muri (2008).
59. Luigi FERRAJOLI, L'illusione della sicurezza (2008).
60. M. del Rosario BOTTINO BERNARDI, Sobre limites y fronteras (2009).
61. Giampaolo AMODEI, La liminarità nell’era del fluido. Confini,
frontiere e identità (2009).
62. Régis DEBRAY, Éloge des frontières (2010).
63. Massimo LIVI BACCI, In cammino. Breve storia delle migrazioni (2010).
64. Marcello TANCA, Frontiere, confini, limiti: e la geografia? (2011).
65. Alejandro R. DIEZ TORRE, Fronteras y conceptos fronterizos (desde la
Historia) (2014).
66. COMMISSIONE EUROPEA, Frontiere e sicurezza (2014).
67. Isabel GARNERO CABRERA, Los límites del concepto de frontera en
distintas teorías antropológicas posmodernas (2015).
68. Alessandro DAL LAGO, Confini, guerre, migrazioni (2015).
69. Carlo BELLI, Il ruolo dei confini nei sistemi sociali internazionali
(2016).
70. Henk van HOUTUM and Rodrigo Bueno LACY, Frontiers (2017).
71. [Inserto nuovo] (Numéro coordonné par Benoît BREVILLE et Philippe
REKACEWICZ) Faut-il abolir les frontières ? (Le Monde Diplomatique)
MIGRAZIONI INTERNAZIONALI
72. Karl MARX, L'esercito industriale di riserva (1867).
73. GUSTAVO DE SANTIS,"Mobilità e insediamenti", in: Massimo LIVI BACCI,
Giancarlo BLANGIARDO, Antonio GOLINI, (a cura di), Demografia, pp. 379-410
(1994)
74. Jacques DERRIDA, De l'hospitalité - Fragments (1997) [in francese]
75. Sandro MEZZADRA, Confini, migrazioni, cittadinanza (2004).
76. Umberto MELOTTI, Politica e migrazioni (2007).
77. Luigi FERRAJOLI, L'illusione della sicurezza (2008).
78. Dino COSTANTINI, Politiche migratorie e discriminazione: il caso
francese (2009).
79. Lidia LO SCHIAVO, Immigrazione, cittadinanza, partecipazione: le nuove
domande di inclusione nello spazio pubblico. Processi di
auto-organizzazione e partecipazione degli immigrati (2009).
80. Pietro SAITTA, Neoliberismo e controllo dell’immigrazione. Il
fallimento della “tolleranza zero” e i paradossali esiti dell’informalità
(2011).
81. Massimo LIVI BACCI, Migrazioni. Vademecum di un riformista (2012).
82. Flavia CRISTALDI, Le migrazioni ambientali: prime riflessioni
geografiche (2012).
83. Giuseppe BURGIO, Colonie, imperi e migrazioni. Un inquadramento
postcoloniale dell'Europa multiculturale (2012)
84. Marco CATARCI, Considerazioni critiche sulla nozione di integrazione
di migranti e rifugiati (2014).
85. Umberto CURI, L'ambivalenza costitutiva della figura dello straniero
(2015)
86. CARITAS, Migrantes XXV Rapporto Immigrazione (2015)
87. Guido MONTANI, Immigrazione, cittadinanza e governo europeo. Per una
Carta europea dei diritti e dei doveri dei rifugiati e degli immigrati
(2015)
88. EUROSTAT, Statistiche sulle migrazioni internazionali e sulle
popolazioni di origine straniera (2016)
89. UNHCR, Rifugiati e migranti (2016)


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